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Museo etnografico
Lartefice di questa raccolta è un privato, Maurizio Sotgiu; è proprio grazie a lui che possiamo ammirare oggetti oggi dimenticati, ma con un grande valore storico in quanto raccontano la vita umile e semplice del contadino, così diversa da quella moderna. Egli, che discende da una famiglia contadina, iniziò alcuni anni fa una minuziosa ricerca di utensili e attrezzi, spinto dalla passione e dallinteresse per un mondo a poco a poco scomparso. Frugò nei casolari, nelle umili case, nelle campagne dove il contadino aveva vissuto e faticato lontano dagli agi. La collezione è allestita in un "furriadroxiu" dove veniva ricoverato il bestiame durante la notte. Si tratta di una costruzione degli anni quaranta, in pietra e ladiri, con soffitti di canne sostenute da travi di legno e coperte da tegole.
E composta di una stanza, "sa domixedda", con il pavimento in terra battuta, un camino e un cortile interno chiuso, su cui si affaccia "sa lolla". Gli oggetti esposti, circa 1200, occupano nove spazi, a partire da "sa domixedda". Vi si trovano utensili legati alla lavorazione del latte, tra cui una scodella circolare in legno con i buchi dove mani laboriose preparavano il formaggio. Ci sono poi "sa paia", una pala di legno che serviva per introdurre il pane nel forno, "sa stoia", utilizzata per la raccolta dei cereali nei campi, un vecchio aratro in legno con la punta di ferro simile a quello usato dagli antichi romani, e tanti altri pezzi di notevole interesse per chi ama le antiche tradizioni popolari. |
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