Una visita al centro storico rivela
lesistenza di numerosi vecchi portali, non tutti purtroppo in
buono stato. Essi si affacciano con una certa imponenza sulle vie,
e rappresentano talvolta lunica traccia rimasta di quelle antiche
case contadine che il tempo ha distrutto, o luomo ha demolito
per lasciar posto ad abitazioni pių moderne. Il pių antico fra tutti
quelli che si sono conservati fino ad oggi č il
portale Podda,
situato in
Via Roma n. 89, e recentemente restaurato. Esso,
risalente al periodo pisano, č costruito in pietra mista (scisto e
granito) e mattoni di pasta gialla fatti a mano, e murati a fango.
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Portale
con architrave molto decorativo |
Larco, di forma irregolare, č
in mattoni probabilmente depoca romana. Esso č sormontato da
una tettoia in canne ricoperta da tegole curve (i coppi), e chiuso
da un cancello di ferro battuto che ha sostituito quello antico in
legno. Un particolare assai singolare e curioso č rappresentato da
una piccola finestra, sul lato sinistro del muro, chiusa da una grata
di ferro.Esso dava probabilmente laccesso alla "
carchera"
dei Cappuccini, vale a dire la gualchiera dove i frati dissodavano
i panni che essi stessi producevano per confezionare il loro saio.
A tal fine essi, che nel 1660 avevano costruito proprio in questa
zona il loro convento, utilizzavano la lana delle pecore, che era
filata con il fuso e poi tessuta a mano nel telaio. Si ricavava cosė
il panno chiamato "
orbace". Per renderlo pių morbido
immergevano il tessuto nel fiume e lo pestavano con i piedi; proprio
dal termine sardo "craccai", che significa appunto pestare,
prese il nome tutta la zona denominata "
cracchera".