Storia di Domusnovas

 

Gola di Piscina e Irgas

Ingresso Nord delle
Grotte di S.Giovanni
E’ uno fra i più grossi centri dell’iglesiente, situato nella valle del Cixerri, ai piedi del monte Marganai.
Esso fu battezzato dai suoi primi abitanti, per la bellezza del paesaggio naturale nel quale è immerso, Flor’e Mundu. Dal punto di vista climatico si trova in una posizione fra le più favorevoli, essendo a nord di una catena montuosa che la protegge dai venti invernali e fa sì che il clima si mantenga dolce. Il suo territorio è ricco di innumerevoli grotte, tra cui la Grotta di San Giovanni, che dista tre km da Domusnovas.
E’ un paese di origine medioevale; il suo nome deriva, infatti, da "Villanova", l’antico villaggio fondato intorno all’anno mille, che si basava su un’economia prevalentemente rurale. In realtà il territorio presenta però tracce di insediamenti umani più antichi. Numerosi sono, infatti, i segni risalenti al neolitico lasciati, in quasi tutte le grotte circostanti, dall’uomo preistorico: frammenti di ossidiana, cocci di vasellame, etc.
Durante le rispettive dominazioni, fenici, cartaginesi e romani, sfruttarono il territorio montuoso del paese ricco di piombo e argento. In quel periodo Domusnovas era una piccola stazione sulla via per Karalis, e faceva parte del distretto minerario di Metalla dal quale riceveva il minerale fuso nelle sue fonderie collocate lungo le rive del fiume San Giovanni.
Recenti scavi in località Sa Stoia hanno portato alla luce resti di tre fonderie anteriori al periodo romano.
Durante il Medioevo passò sotto la dominazione pisana (XIII secolo) e fu governata e fortificata da Guelfo Della Gherardesca, figlio del Conte Ugolino, che inizialmente si era stabilito nel castello eretto all’angolo tra Via F. Meloni e via Cagliari, e di cui oggi non rimangono tracce.
Nel XIII sec. nasce il villaggio di Domusnovas, con un’economia agro-pastorale, che nel 1324 con l’inizio della dominazione aragonese in Sardegna entrò a far parte del Regno di Aragona.
Gola di Piscina e Irgas

Miniera di Reigraxius

 
Il paese fiorì nel secolo scorso con il recupero dei residui di piombo presenti nelle scorie delle vicine miniere sfruttate da cartaginesi e romani. Nel 1720, il passaggio del regno di Sardegna ai Savoia, segna la ripresa dell’attività mineraria e Domusnovas, dalla fine del XVIII secolo a tutto il XIX secolo, subisce un rapido cambiamento: il suo territorio è popolato da minatori ed operai e si aprono nuove miniere (Reigraxius, Perda Niedda, Sa Duchessa, etc..).
Domusnovas, divenuto ormai comune autonomo, nel censimento del 1846 (compilato su richiesta del re Carlo Alberto), contava una popolazione di 1533 anime, delle quali 719 maschi e 714 femmine. Le case erano a quell’epoca 381 per 351 famiglie. Il paese faceva parte della provincia di Iglesias, poiché la Sardegna già dal 1720 unita al Piemonte, si trovava all’epoca del censimento suddivisa in 11 province: Cagliari, Sassari, Alghero, Cuglieri, Iglesias, Isili, Lanusei, Nuoro, Oristano, Ozieri e Tempio.